Giulietta Doganieri

Giulietta Doganieri aveva solo 4 anni quando suo padre fu portato via in piena notte. Lei ricorda bene quando all’improvviso la sua casa fu invasa e messa a soqquadro chissà per che cosa. Nicola Doganieri fu internato per 3 anni nel campo di Petawawa.

Nicola era il direttore de L’Operaio, un giornale italo-canadese che aiutava gli emigrati italiani e combatteva perché le vedove avessero accesso alla pensione dei loro mariti defunti. Durante il confinamento di Nicola, sua moglie dovette lavorare come donna delle pulizie, per poter sfamare la sua famiglia.

LA VERGOGNA
L'INCONTRO CON JOYCE
PERDONO UFFICIALE

Onorevole David Lametti

Ministro della Giustizia e Procuratore Generale del Canada

L’Onorevole David Lametti è originario di Port Colborne in Ontario ma è di origine italiana. Laureato in Economia e Scienze Politiche all’Università di Toronto ha continuato i suoi studi all’Università di McGill, poi ha ottenuto un Master alla Facoltà di Legge di Yale ed ha completato il suo dottorato a Oxford.

Lametti ha vissuto la maggior parte della sua carriera accademica a Montreal dove ebbe l’opportunità di conoscere alcune delle famiglie dei prigionieri che avevano combattuto per ottenere il riconoscimento e le scuse del Governo canadese. Ha lavorato a fianco di Joyce Pillarella e Giulietta Doganieri per ottenere dal Parlamento le scuse ufficiali del Governo canadese.

Lametti crede nell’importanza di dare un riconoscimento alle famiglie e di correggere la memoria storica, in modo che queste cose non accadano più.

L'ONOREVOLE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
LA STORIA DEL CONFINO AL LICEO

Joyce Pillarella

Joyce Pillarella è una storica di tradizione verbale di Montreal, incuriosita dalla particolarità di una cartolina di suo nonno mandata alla famiglia in Italia, a riguardo della quale non riusciva ad ottenere risposte.

Nicola Germano era venuto in Canada nel 1920 per aiutare la sua famiglia. Nicola era un rigoroso e forte sostenitore del fascismo in Italia e a Montreal, dove mostrava apertamente questa sua affiliazione frequentando la Casa d’Italia e il dopolavoro.

IL VANTAGGIO DEL GOVERNO
LE LISTE
E ALTRO SULLE LISTE

Continuò a visitare e a scrivere alla sua famiglia fino al suo internamento il 10 giugno 1940. Fu mandato prima a Petawawa poi a Fredericton e per mesi la famiglia in Italia non seppe che cosa gli fosse accaduto.

L’aiuto finanziario e la corrispondenza cessarono dopo il suo arresto e sua moglie, che si era ammalata, morì perché non aveva denaro per comprare le medicine.

Roger Boccini Nincheri

Roger Boccini Nincheri era nato in Italia, a Firenze. I suoi genitori Elfie Iussa e Alberto Boccini emigrarono a Vancouver prima della seconda guerra mondiale, affidando Roger ai suoi nonni paterni, col pensiero di tornare a prenderlo una volta che si fossero sistemati. Ma lo scoppio della guerra fece rimanere il bambino sotto la cura della nonna per tutta la durata del conflitto.

Nel frattempo suo padre Alberto, che in Canada era diventato il direttore de L’Eco Italo-Canadese, venne internato a causa delle sue tendenze fasciste prima a Kananaskis, poi a all’Isola di Sant’Elena ed infine a Petawawa.  

Mentre lui era detenuto presso Isola di Sant’Elena, sua moglie si trasferì a Montreal per stargli più vicino e visitarlo quotidianamente, ma una volta trasferito a Petawawa, non poté più visitarlo. Nel 1943 Alberto si ammalò di tubercolosi, fu rimesso in libertà, rientrò a casa dove morì poco dopo il suo arrivo.

Roger non ha nessun ricordo di suo padre. Durante il suo soggiorno a Montreal, Elfie aveva fatto amicizia con un certo Gabriel Nincheri, figlio di Guido Nincheri. A metà degli anni ’40, rimasta vedova, Elfie riallacciò l’amicizia con Gabriel e di lì a poco si sposarono. Elfie e la sua famiglia si trasferirono a Montreal per unirsi a Gabriel e, nel 1949, Roger finalmente poté raggiungere la sua mamma, il fratello e la sua nuova famiglia.

LA STORIA DI ALBERTO ED ELFIE
QUANDO HA CAPITO CHE LA MAMMA SI ERA RISPOSATA
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